Gli Ambienti Digitali sono simulazioni al computer di un qualunque aspetto della realtà interagendo con le quali chiunque può capire questo aspetto della realtà. Gli Ambienti Digitali non si limitano a fornire informazioni sui ma riproducono i meccanismi, i processi e le relazioni di causa e effetto che stanno dietro a un dato fenomeno e lo spiegano. Gli Ambienti Digitali sono accessibili con ogni tipo di strumento digitale e sono dotati di un’interfaccia non verbale, interattiva e motivante come quella di un computer game. Gli utenti entrano nell’Ambiente Digitale, fanno qualcosa e vedono le conseguenze di quello che hanno fatto. Se vogliono raggiungere un obbiettivo, scoprono che cosa debbono fare per raggiungerlo. Oppure succede qualcosa che al loro non piace e loro trovano il modo per non farla succedere. Gli Ambienti Digitali possono essere semplificati o più realistici, possono esseri diversi per utenti diversi, e gli utenti possono anche modificarli aggiungendo nuovi fattori e nuove  informazioni. E siccome gli Ambienti Digitali sono fondamentalmente non verbali, possono essere usati da chiunque nel mondo, qualunque sia la sua lingua.

Gli Ambienti Digitali possono servire a persone diverse. Questo è un elenco di possibili utenti.

1. Elettori

Le società sono diventate molto complesse e gli strumenti tradizionali che servono a conoscere e capire come funzionano, cioè i giornali, la radio, la televisione, e i libri, usano un mezzo di comunicazione, il linguaggio verbale, che è al di là della capacità di comprensione di molto elettori, è poco motivante, e assegna un ruolo passivo al lettore o all’ascoltatore. Il risultato è che gli elettori votano senza realmente conoscere e capire le questioni sulle quali chi verrà eletto prenderà decisioni che li riguardano. E così votano in base alle loro ideologie, ai loro interessi personali e a breve termine, e alla capacità dei candidati di convincerli. Oggi Internet rende più facile scambiarsi informazioni, proporre e discutere idee e organizzare azioni politiche - e questa viene chiamato e-democracy. Ma la e-democracy non dà maggiore potere ai cittadini perché i cittadini ancora non capiscono come funziona la società e non sanno veramente che cosa bisogna fare perché funzioni meglio.

Per cambiare veramente la vita politica, l’e-democracy ha bisogno degli Ambienti Digitali. Gli Ambienti Digitali debbono aiutare i cittadini a capire come funzionano il sistema economico e quello finanziario, il sistema politico e quello dell’amministrazione dello stato, il sistema fiscale e quello giudiziario, come lo stato usa i soldi dei cittadini, come il comportamento umano e le tecnologie influenzano l’ambiente fisico e quello mentale e sociale degli esseri umani, che cosa è la globalizzazione e quali sono le sue conseguenze. Gli elettori interagiscono con gli Ambienti Digitali e attraverso queste interazioni capiscono come funzionano le cose, quali sono i problemi e che cosa si deve fare per risolverli, chiedono ai candidati di spiegare meglio che cosa faranno se saranno eletti, e propongono loro soluzioni ai candidati. E poi possono sapere se chi è stato eletto ha fatto quello che si era impegnato a fare. Solo in questo modo gli elettori votano come cittadini “reali” e possono essere motivati ad andare a votare.

2. Studenti

L’apprendimento a scuola e nelle università si basa sul linguaggio. Gli studenti ascoltano lezioni, leggono libri, discutono con i professori e con gli altri studenti, rispondono a domande e fanno test di profitto. Anche i corsi universitari on-line di oggi sono fondamentalmente linguaggio. Gli studenti ascoltano le lezioni registrate dai professori, vedono qualche diapositiva illustrata dal professore, ricevono suggerimenti su che cosa leggere, e rispondono alle domande che compaiono sullo schermo del computer. Ma il linguaggio ha molte limitazioni come strumento di apprendimento. Per molti studenti il linguaggio è difficile da capire, non è motivante, è astratto, e spesso viene ricordato come suoni che non hanno un significato chiaro o non hanno nessun significato. Queste limitazioni sono ancora più forti per i “nativi digitali”.

Gli Ambienti Digitali sono la soluzione per questo problema. Gli Ambienti Digitali non sono basati sul linguaggio perché con essi si impara facendo cose e non leggendo o ascoltando parole. Lo studente cambia i fattori in gioco, decide lui il valore delle variabili, stabilisce quale è il contesto in cui avviene quello che avviene, e vede le conseguenze di tutte queste sue azioni come in un laboratorio sperimentale. Tutto quello che gli studenti imparano a scuola lo possono imparare interagendo con gli Ambienti Digitali: scienza, matematica, storia, geografia, scienze sociali, educazione civica. E lo stesso per gli studenti universitari che si specializzano nelle diverse discipline. Le sole materie che restano fuori sono quelle letterarie ma forse anche per queste materie il computer può aiutare a manipolare testi, trovare corrispondenze, ricostruire l’ambiente in cui sono state prodotte e l’impatto che hanno avuto nella storia.

3. Politici, amministratori pubblici, istituzioni internazionali

Gli Ambienti Digitali possono essere strumenti per i politici e per gli amministratori pubblici che hanno il compito di prendere decisioni che riguardano tutti i cittadini. Per governare la società i politici debbono conoscere come funziona la società, quali sono i suoi problemi e che cosa si deve fare per risolverli. Gli amministratori pubblici possono usare gli Ambienti Digitali per migliorare il funzionamento dello stato e delle amministrazioni locali. E oggi, essendo cresciuta con la globalizzazione l’importanza delle istituzioni internazionali, gli Ambienti Digitali possono essere strumenti utili per gestire i problemi derivanti dall’impatto umano sull’ambiente, dalle migrazioni e dalla necessità di un coordinamento dei sistemi economici e giudiziari.

4. Imprese private e organizzazioni non-profit

Gli Ambienti Digitali possono simulare le singole imprese private e il mercato, locale o globale, in cui vendono venduti i loro prodotti e possono essere usati da chi li dirige o chi ci lavora dentro per farle funzionare meglio. Lo stesso vale per le organizzazioni non-profit e per quelle che operano per aiutare le persone che ne hanno bisogno in tutto il mondo.

5. Valorizzazione culturale e economica dei beni culturali

Gli Ambienti Digitali possono aumentare il valore culturale dei musei e dei siti archeologici perché oggi quello che è esposto nei musei o quello che c’è in un sito archeologico può essere solo visto ma non capito. I visitatori leggono pannelli e cartelli sulle vetrine e possono essere aiutati da guide professionali o da quello che sentono nelle cuffie che ricevono all’ingresso, ma anche in questo caso di tratta soltanto di parole lette e ascoltate. Oppure i musei hanno istallazioni che permettono al visitatore di entrare in ambienti virtuali e di muoversi in questi ambienti. Ma anche in questo caso vedono ricostruzioni storiche di ambienti e di oggetti che possono essere affascinanti ma che non gli fanno capire molto del passato.

Gli Ambienti Digitali permettono ai visitatori di musei, di siti archeologici e di monumenti di capire gli oggetti conservati nei musei, i siti archeologici e i monumenti perché simulano il loro contesto storico, sociale, economico, politico, religioso e culturale. Questo contesto non è raccontato a parole ma i visitatori lo capiscono perché interagiscono con l’Ambiente Digitale, svolgendo ruoli, compiendo azioni e vedendone le conseguenze. L’Ambiente Digitale collega e confronta il passato con il presente e in questo modo il visitatore è più motivato a conoscere il passato e lo capisce meglio perché lo collega con il presente.

Gli Ambienti Digitali accrescono il valore culturale ma anche quello economico dei beni culturali perché attraggono più turisti e visitatori in quanto rendono la loro esperienza più attiva e più motivante.. Versioni semplificate degli Ambienti Digitali possono essere accessibili gratuitamente su Internet e questo può servire a spingere persone che vivono in ogni parte del mondo a visitare un paese per vedere e capire i suoi beni culturali.

 

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